LA MIA RELAZIOME CON CICCIOLINA,
CON LA POETESSA ADELE FACCIO,
…E PURE CON FRANCESCO RUTELLI !
… La morte di Adele Faccio (femminista, deputata, antimilitarista, poetessa…), mi spinge ad un piccolo “coming out” (o “auting”, che dir si voglia).
Tutto è stato moltissimi anni fa, quando ero radicale. Praticamente in un’altra vita.
Sento che devo parlarne. Per cercare di elaborare la cosa, per superare il dolore di quel che ho perduto: il glorioso partito -poi impazzito- che ha accompagnato la mia giovinezza.
Innanzi tutto c’è il lutto per la scomparsa dell’Adele.
Che ci ha lasciati da poco, ma senza spiegare cosa pensava dei suoi (e miei), ex compagni di partito.
Poi c’è il dispiacere per Cicciolina. Che è stata liquidata dai pannelliani, (non prima di averla sfruttata elettoralmente).
Infine c’è Rutelli: un radicale anticlericale che ha deciso improvvisamente di cambiare la sua natura. E che adesso è diventato un democristiano baciapile…
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L’Adele (così la chiamavano gli amici, “spaventapasseri” per gli avversari), l’ho conosciuta nel 1980.
Un incontro -diciamo- “sveltino”. Presso una emittente padovana dove partecipava ad un dibattito.
… Quando le ho detto che sapevo delle sue poesie, le si è illuminato il viso.
Successivamente aveva provveduto a farmi avere un libricino (“Fuga dal tempo”), dove erano raccolte le sue rime e i suoi disegni (a cui mi aveva aggiunto una dedica: “…Con amicizia radicale!”.
Spesso, in questi ultimi anni, mi sono chiesto dove fosse finita. I radicali mi davano sempre risposte molto vaghe, ora credo di capire perché.
In quanto alla deputata Ilona Staller: è stato un vero colpo di fulmine! Nel senso che la “consumazione” è durata giusto un attimo. Massimo due.
Il tempo sufficiente -comunque- per baciarla (sulla guancia), e per rincuorarla ( il partito l’aveva isolata, e il giorno precedente un giornale aveva scritto: “I radicali hanno bruciato la loro strega!”).
… La sua sofferta coerenza non poteva funzionare, in quel bordello costantemente sul mercato!
E pensare che è stata -in termini di voti- il numero due del partito (visto che solo Pannella Giacinto -detto “Marco”- aveva avuto più preferenze di lei!).
Infine ci sarebbe il matrimonio (in bianco), con Franceschino Rutelli. La libertaria location: una volgare pizzeria!
Niente di speciale: qualche parola, una (sua) battuta simpatica, i classici baci che si usavano tra radicali (quando ci si salutava).
Funzionava proprio così: ci si diceva “compagni”, si fingeva confidenza con tutti, chiamandoci sempre per nome.
… Era il trionfo dell’ipocrisia: “Hai letto la dichiarazione di Marco?” (intendendo Pannella).
Oppure: “Ha perfettamente ragione Emma!” (riferendosi alla Bonino)…
Tornando al Rutello: non vorrei sbagliarmi, ma penso che la Palombella Barbara lo abbia conosciuto solo molto dopo di me!
E comunque sia, dopo che si son sposati in chiesa, lui è diventato un desaparecidos. Sarà un caso, ma non lo si è più ritrovato. Andato! Fuso completo!
Il Franceschino non ha abbandonato solo la fede della gioventù! Con le antiche virtù, lui ha perso anche i suoi riccioli neri, e il fisico asciutto e palestrato.
Per non parlare del viso che è ormai sfigurato, con quella mascella a pattumiera che sembra copiata dalla maschera di Totò!
Ecco cosa succede a frequentare i preti !!!
Eppure, rispetto a tutto questo, nel Partito Radicale si è visto perfino di peggio. Infatti, se il Rutello ha spostato il suo culo dalla sinistra al centro, le truppe Pannellate sono andate (quatte quatte), a cercar fortuna perfino nella destra!
Salvo poi ritornare a sinistra, quando han capito che quel cavallo (il Berlusca che li manteneva), si era azzoppato.
Loro lo chiamavano trasversalismo!
… Mi chiedo: cosa pensava l’Adele, quando vedeva queste giravolte?
Il partito ha saputo della sua morte solo dopo che era stata sepolta. Così lei aveva voluto.
Forse non aveva più senso, per lei, parlare di “amicizia radicale”?
Intanto riapro il suo libro, dove trovo pensieri sulla vita, sull’amore, sulla morte. Leggo ancora, con nostalgia …
“…La mi libertà / è quella delle rondini !
di posarsi sui fili / che folgorano l’uomo ”
(Adele Faccio 1920 - 2007)
CON L’ARRIVO DELLA QUARESIMA …
UN RIPASSINO DELLA CARNEVALATA DI VICENZA!
… Signora mia, quante belle mascherine, alla manifestazione!
Preti travestiti da no-global (don Gallo, che ha così predicato: “ricordate di usare il profilattico!”), e no-global travestiti da preti (Luka Casarini, che ha esordito con il solito copione: “Fratelli e sorelle… !” ).
Lalla Trupia che si era travestita -pure con difficoltà- da gran gnocca ( “Ero sicura che sarebbe stata una festa, sono andata dal parrucchiere apposta!” ).
E poi -incredibile ma vero- Oreste Scalzone, che faceva la sciantosa pure lui.
NOOO!!! NOOO!!!
Sul palco, una bravissima Sabina Guzzanti. Che graffiava, davanti a tutto il pueblo della sinistra inkazzata.
Un bellissimo album di famiglia! Da sfogliare subito, prima del digiuno quaresimale …
Mondo gayo! C’è speranza, se anche Oreste Scalzone si mette a fare la diva? A cambiare look?
Lui si mette sempre un cappello alla Rita Hayworth. Dice che è (parole sue!) “un simbolo!” (che civettuolo, in realtà gli serve per coprire la pelata!).
Il rivoluzionario “con riporto” ha approfittato del carnevale per presentarsi a Vicenza con un costume tutto nuovo. Ma sembrava una vecchia zia invidiosa!
Alla manifestazione ha continuato a ciacolàre con i giornalisti, e a spettegolare su Marco Travaglio (dicendo, fra l’altro:“è un fighetto, più che un compagno!” ).
Come se non bastasse, pare proprio che abbia abbracciato il Segretario Generale della Fiom-Cgil: quel povero Cremaschi che già ha tante preoccupazioni !!!
Dico: ma quanto è pazza, la Oresta?
A Vicenza, contro il Dal Molin, anche tanti preti. Oltre alla presenza fissa di don Gallo, c’era don Vitaliano. Poi don Albino Bizzotto, e -pare- anche don Gino Rigoldi.
Marciava allegramente anche un missionario, appena tornato dal Brasile (don Mario Costalunga, 68 anni). Suor Patrizia, piena di letizia, gli stava proprio appresso.
Luka Casarini era vestito da Luka Casarini (niente costumi per lui, tanto è brutto lo stesso!), come al solito si atteggiava a messia: “Fratelli e sorelle…!” ).
Poi è ritornato al copione di sempre: “Hasta la victoria!” .
Non potevano mancare i boy scout d’ordinanza, l’Ape Maya, e pure Pulcinella.
Anche qualche americano abbigliato da antiamericano (ma con la bandiera americana ben stretta in vita).
Da non dimenticare assolutamente: Dario Fo & Franca Rame, Giuliano Giuliani a dispensare i pasticcini, la moglie Heidi a conversare amabilmente, e tutti gli slogan e le idiozie …
Alla fine, tutti a dare i numeri !!! Erano 80mila partecipanti (dice la questura), 100mila dicono invece i giornalisti, erano 200mila secondo gli organizzatori …
… Chi offre di più?
Pellizzer (con fastidio!
Slogan con supplica: “Veronica, scrivi anche a Prodi!” .
Sublime e nostalgica, una poesia femminista: “E noi che siamo donne / paura non abbiamo! / La base non vogliamo! / La base non vogliamo!”.
La frase più tosta, in lingua veneta: “Americani, ve moèmo drìo i cani!” (ovvero: molliamo i cani!).
Slogan affettuoso: “basi no / baxi si” (baxi, in dialetto si legge basi, e significa baci).
Per l’angolo della cultura (quella impegnata), l'archeologia dinosaura dei soliti rompikoglioni: “Il vero terrorismo è costruire basi di guerra, libertà per i compagni!”.I FASCISTI & LA GRAMIGNA ...
ALLA MASCHERATA DI VICENZA
C'ERANO ANCHE I FASCISTI !!!
... Erano i boys di Alessandra Mussolini, che si mischiavano allegramente ai bolscevichi.
Questi simpaticoni sono bravissimi a travestirsi da filopalestinesi (per attaccare gli ebrei), o da filo americani (per insultare gli arabi musulmani).
Sono quei destri che sanno trasformarsi -all’occorrenza- in berlusconiani e antiberlusconiani.
Sono quelli che vanno in giro a bestemmiare, a insultare, e a menàre. Poi, magari, dicono di essere i difensori della Fede.
E pretendono di scrivere sui loro blog: “Io sto con il Papa!” .
Mentre loro si esibivano nell’Arlecchino pride, molti leghisti -in incognito- inneggiavano all’amor di patria (intendendo la Padania).
… Intanto, i bambini strillavano, credendo di essere alla sagra paesana. E alcuni alpini pacifisti tenevano il fiasco in mano. (Saranno gli stessi che avevano protestato per la fine della leva obbligatoria?).
Una altezzosa Franca Rame insultava Parisi, e gridava al complotto (per gli arresti alla vigilia della manifestazione, che sarebbero giustizia ad orologeria).
L’attrice-senatrice stava per litigare con Dario Fo, che invece difendeva l’operato della Boccassini (e auspicava il pianto dei politici romani contrari alla protesta).
Giuliano Giuliani, amabile come sempre, offriva le paste a tutti.
Lo faceva anche a nome del figlio: quel povero Carlo che invece -per legittima difesa naturalmente!- usava distribuire estintori. Con il passamontagna ben calato sul viso.
Il pacifismo dell’ultrasinistra (quella che generalmente ciancia sul pericolo sionista, e poi tifa Fidel !), si è scatenato contro quella classe politica che dice -sarà vero?- di aver votato.
C’era la solita gramigna, quella che non muore mai. E c’erano gli idioti che insultavano, attraverso il solito acronimo Acab ( “All cops are bastards” , tutti i poliziotti sono bastardi).
Alla fine, come da programma, i muri da ripulire.
Si limitassero -questi fannulloni- a non lavarsi e a puzzare! Ma invece vogliono pure sporcare dove passano. Lasciano la traccia, proprio come quei cani che si portano sempre appresso.
Poi, ti danno pure del fascista, e fingono di non sapere che ci hanno marciato assieme.
… La zia Romilda, intanto, si credeva di essere ritornata bambina. E batteva forte sulla sua pentolaccia. W il carnevale!
Pellizzer (con fastidio!)
Adesso che è guarito, possiamo anche parlarne: il lìder maximo avrebbe avuto una grave infezione al colon, che poi si sarebbe diffusa anche altrove.
Volendo farla breve: le cuciture non tenevano, perché l’infezione (causata dalla mancanza di scarico), impediva la cicatrizzazione delle ferite.
Infine, ci si sono messe anche le peritoniti (due, dicono), e molte altre operazioni (Fidel sarebbe stato sbudellato e ricucito addirittura sei volte nello stesso giorno!).
Senza dimenticarci delle feci. Che -in seguito alle peritoniti- avevano inondato il suo addome, provocando una nuova, pericolosissima infezione…FIDEL CASTRO: ULLALLAH !
CHE GRAN CULO!
A proposito di Fidel Castro: il nonnetto -dice il fratellino Raul- “sta migliorando di giorno in giorno”, si alimenta “in modo normale”, ed è “assolutamente presente a tutto”.
Praticamente sono le stesse cose che dicevano anche del grande Papa Karol, quando stava per lasciarci!
Le belle notizie del miglioramento di Fidel (che ha potuto spegnere le sue 80 candeline), ce le aveva date qualche tempo fa anche l’ex golpista Chavez. Che è grande amico di Castro, ma è amico anche di quel simpaticone di Ahmadinejad.
Ma che meraviglia! Che bella combriccola di sinceri democratici!
Chavez, da grande populista che è, ci aveva galvanizzati tutti. Spiegando che non solo il lìder maximo riesce a camminare, ma che addirittura ha ripreso “quasi a correre” .
Aveva anche specificato -ma forse qui si è lasciato prendere dall’entusiasmo- che Fidel potrebbe vivere ancora molto a lungo, magari “fino a 150 anni”.
Come Matusalemme? Praticamente una minaccia!
Pellizzer (con antirivoluzionario fastidio!)
Il CLERO ACCOGLIE CHI HA MESSO LE BOMBE
… MA POI CACCIA CHI SOFFRE DI NERVI !!!
Hanno negato i funerali ad un uomo che era pensionato per problemi psichici. Contemporaneamente, hanno seppellito con tutti gli onori un terrorista che voleva far saltare un treno.
Si ripete lo scandalo di una Chiesa cinica e barbara, la stessa Chiesa che accoglieva il cadavere del boia Pinochet, ma chiudeva le porte a Welby …
Incredibile ma vero: a Sulmona, sono stati negati i funerali a Marino Tiberi Vipraio, 52 anni. A causa della sua amicizia con i Testimoni di Geova.
I famigliari sostengono che non aveva mai cambiato religione, semplicemente accettava volentieri le loro visite e il loro aiuto. Quanto basta, comunque, per essere sepolto con “disonore”. (Si fa per dire, naturalmente!).
Contemporaneamente, nella basilica di Sant’Ambrogio a Milano, si sono tenuti i funerali (in pompa magna, e con l’esibizione dei tipici simboli fascisti), di Nico Azzi.
Cioè, di un terrorista che (fra l’altro), nel 1973 aveva tentato di fare una strage su un treno, dopo aver predisposto ogni cosa affinché la colpa ricadesse sull’estrema sinistra.
Il progetto, per fortuna, non era riuscito, e per poco Nico aveva rischiato di vedersi scoppiare la bomba sulla testa.
In seguito alle proteste (per la cerimonia concessa ad un bombarolo, e negata al povero Welby), Ignazio La Russa -deputato di Alleanza Nazionale, e presente al funerale-, ha spiegato di essere ostile a chiunque “comunista e quindi ateo, pretende di decidere quali luoghi di culto devono essere o non essere concessi”.
Le cose, per quel simpaticone di Ignazio, vanno bene così come sono. D’altra parte, il terrorista era un buon padre, ha spiegato il prete durante il funerale!
Il Vaticano -secondo il deputato- non può essere criticato quando accoglie o rifiuta secondo i suoi capricci. D’altra parte, è proprio il Vaticano che ha fatto il Concordato con gli antenati di quel simpaticone di Ignazio!
Semplice domanda al Cardinal Ruini: perché sono stati concessi i funerali doppi (con rito kattolico prima, islamico dopo), a Raffaella Castagna?
La ragazza aveva sposato un musulmano, e aveva fatto il Ramadàn (volendo credere al tunisino Azouz). Forse Allah il “compassionevole” è più “cristiano” di Geova?